NOI SIAMO ASSOLUTAMENTE AL FIANCO DELLA RIVOLTA IN IRAN: MA C'E' CHI, PUR NON AVENDO ALCUN TITOLO PER PROTESTARE, SI LAMENTA PER IL TRATTAMENTO RISERVATOGLI
Nei giorni scorsi una busta – contenente ciocche di capelli, donate senza distinzione di gruppo di appartenenza, da membri del Consiglio comunale torinese desiderosi di far conoscere la propria posizione al fianco dei rivoltosi e contro le stragi di manifestanti in corso nel Paese – non è stata accettata dall’ambasciata di Teheran.

Nonostante l’ingloriosa fine della missiva spedita dal gruppo di “difensori dei diritti umani”, è chiaro che si tratta di una gravissima provocazione nei confronti della Repubblica Islamica di Iran, la quale ha tutto il diritto di non desiderare ricevere posta sgradita, tanto più se essa proviene da personaggi che rappresentano istituzioni da sempre serve dei voleri di Washington District of Columbia.
Pensiamo sia del tutto naturale, per chi vede gli Stati Uniti d’America come il Grande Satana, non gradire che questi – anche se per interposto vassallo – si impiccino degli affari interni altrui: sì perché, piaccia o meno a questi “signori”, la gestione dell’ordine pubblico da parte della teocrazia persiana non è altro che affar loro.
Soprattutto se, a protestare, sono esponenti di quelle stesse formazioni politiche che permettono da sempre agli Usa di fare il bello e il cattivo tempo in giro per il mondo, con arresti e detenzioni arbitrarie (extraordinary renditions), eliminazione con metodi assai poco mirati dei loro nemici – da loro vige il motto “colpirne cento per ammazzarne uno” – o seppellire sotto centinaia di anni di galera chi smaschera le condotte che da sempre loro portano avanti senza nessuna vergogna.
Bosio (Al), 24 dicembre 2022
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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